lupoderoma:

Manifesto sotto casa.
[Dategli una letta, che merita]

(via lucoli)

dtempesta:

Che Alemanno sia il peggior sindaco della storia di Roma è cosa nota a tutti.
Che abbia assunto tutti i suoi parenti a spese nostre anche.
Che abbia regalato palazzi a quelli di Casapuond pure.
Che abbia scelto un pessimo suocero anche.
Che abbia un pessimo gusto nello scegliere il nome dei proprio figli lo stesso.

Ma che sia davvero un deficiente totale lo scopriamo oggi.
O meglio, ne abbiamo la conferma ufficiale.
AleDanno ha appena deciso che venderà il 21% dell’Acea (che gestisce luce e acqua) ai privati, ignorando quindi il referendum popolare.
E, per completare l’opera, ha anche deciso di rinunciare ad una delle poche società romane in attivo: quella della centrale del latte di Roma.

Nell’ordine, infatti, ha pensato bene di ignorare la sentenza del Consiglio di Stato secondo la quale la vendita ai privati era nulla, ha deciso di non far valere il diritto di possesso che il Comune avrebbe solo dovuto vantare all’assemblea della società perché troppo impegnato ad andare alla festa dell’UGL e poi ha decido che al suo posto sarebbero dovuti andare dei delegati.
Peccato che questi siano arrivati tardi. E niente. Tutto torna nelle mani della Parmalat.

AleDanno: come cazzo fai a prendere sempre la scelta sbagliata? Sempre?!? Vai contro ogni regola della statistica. Saresti un perfetto argomento per Giacobbo.
Mortacci tua!  

Siamo a Roma in via dei Banchi Vecchi 48, i proprietari delRistorante-Pizzeria “Il Vecchio Maniero”, hanno sradicato il cartello stradale che segnala un parcheggio riservato ai disabili per metterci tavoli e sedie, come dimostraquesta serie fotograficaInsieme a quel cartello se n’è andato anche un barlume di senso civico che, in nome del profitto, viene ogni giorno stuprato da esseri come quelli. Questo è il link di Google Maps dove si vede il cartello in bella vista ed il locale ancora in fase di ristrutturazione.

Indignazione massima emerge dai primi commenti sui social network che fa ben sperare. Passiamo parola e aggiungiamo questo postaccio alla lista dei luoghi da non frequentare. Ora rimane solo da stabilire se il sindaco Alemanno in primis ed il capo dei “pizzardoni” in secundis sapessero qualcosa. Sicuramente diranno di no ma quantomeno ora, di fronte alle foto e alle  lettere dei vicini, non potranno far finta di nulla. Staremo a vedere. 

PS: la battuta nasce spontanea ma francamente lascerei perdere chi usa questi metodi da…Maniero (in)Felice.

cavecanemenonsolo

cosipergioco:

La caratteristica dei romani sta nell’avere la possibilità di scegliere tra dieci strade differenti per tornare a casa dal lavoro e nel sapere, allo stesso tempo, che ognuna di queste è bloccata per il traffico.

AMEN!

uomoinpolvere:

A Roma c’è un segmento di strada, che sarà lungo meno di mezzo chilometro, uno sputacchio in confronto a quant’è grande Roma. Quello sputazzo di strada chiusa al traffico, zeppo di locali, una biblioteca, i chioschi del pesce, riesce a essere uno dei posti più trendy di Roma. Una piccola riserva naturale dove gli hipster scorrazzano liberi. Oggi una delibera ha deciso di riaprirla al traffico, ed è passata grazie ai voti di PD e IDV. Momenti duri aspettano gli hipster romani. Molti di loro moriranno, accorgendosi troppo tardi che il loro habitat naturale è stato invaso. Sarà una hipstercarmageddon.

I pochi che sopravviveranno, non sapranno più chi votare alle prossime elezioni. Gli esemplari migliori forse si evolveranno e diventeranno antagonisti. Aiutiamoli a evolversi prima che sia troppo tardi.

(via onepercentaboutanything)

dtempesta:

Su fb ho appena trovato questo che doveva essere il progetto per la rete metropolitana di Roma presentato nel 1986. 

Che qualcuno lo smentisca vi prego visto che oggi, febbraio 2012, siamo ancora fermi a due linee.  

È solo nella notte tra venerdì e sabato, quando comprende che il suo “piano neve” forse non è mai neppure partito, che Alemanno è aggredito dal panico. Alle 20 chiama una prima volta Gabrielli. “Per caso avete delle lame (gli spazzaneve ndr.)?”. Una domanda non solo tardiva, ma inutile, visto che il Dipartimento non ha mezzi propri. Alle 23, una seconda chiamata. “Ho bisogno di 50 tonnellate di sale”. E se possibile, questa nuova richiesta è ancora più surreale della prima, perché su Roma nevica ormai da oltre 12 ore e il sale, lo sa chiunque, va sparso prima che la neve attecchisca sull’asfalto. Intorno alla mezzanotte, l’ultimo grido di chi sta naufragando: “Mi dia l’esercito”, chiede Alemanno a Gabrielli confondendolo con il Prefetto, l’unico per legge autorizzato a far uscire mezzi e uomini dalle caserme.”

Le bugie di Alemanno - Bonini su Repubblica

(via muddyfatty)

Potevo esimermi? MAI!